In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «In quei giorni, dopo quella tribolazione, il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, le stelle cadranno dal cielo e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte.
Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. Egli manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo.
Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, è alle porte. In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. Quanto però a quel giorno o a quell’ora, nessuno lo sa, né gli angeli nel cielo né il Figlio, eccetto il Padre».
Carissima Maria Pia,
mi chiedi come mai si stia parlando tanto della fine del mondo: la profezia dei Maya che la fissava nel 2012; i tanti film sulla catastrofe finale sventata all’ultimo minuto o con pochi sopravvissuti; la paura degli asteroidi che si possono schiantare sulla terra; la più concreta minaccia della catastrofe ecologica, che va avanti nonostante gli allarmi degli scienziati. Leggo tra le righe che la cosa ti preoccupa abbastanza. Hai cercato anche i brani del vangelo che ne parlano e le immagini che Gesù usa non ti hanno tranquillizzata neanche un po’. Proviamo ad entrare di più nelle pagine del vangelo.
Quando l’evangelista Marco scrive, le comunità cristiane stanno facendo l’esperienza della persecuzione, prima da parte degli ebrei, poi da parte dei romani. È importante allora che egli riferisca i discorsi di Gesù sugli ultimi tempi per incoraggiare i fratelli a perseverare nella fede. La domanda-preghiera dei credenti è questa: “Quando interverrai, Signore, per liberarci dalla persecuzione?” La risposta di Gesù non dice nulla sui tempi e sui modi del suo intervento, però assicura con chiarezza che lui interverrà. Prima della sua passione, Gesù dice ai suoi discepoli che la sua prima venuta sta per terminare con la morte e risurrezione. Ma ci sarà una seconda venuta, alla fine dei tempi, per raccogliere tutti i credenti e presentarli al Padre. Le immagini che usa per descrivere questo avvenimento sono prese dai profeti antichi e i contemporanei di Gesù le capivano a volo. Il concetto che vuole esprimere però è questo: finisce un mondo e ne inizia un altro, molto più bello; la storia umana, fatta di avvenimenti belli e brutti, sfocia nell’eternità del Regno di Dio in cui non ci saranno più sofferenze.
Per lo più la gente pensa alla fine del mondo come a una catastrofe, ma per noi cristiani non è così: per noi la fine del mondo è il ritorno glorioso di Gesù che con il suo amore misericordioso ci apre le porte del Paradiso. Naturalmente i produttori di film hanno poco interesse a rappresentare un tale avvenimento, mentre le catastrofi richiamano molti spettatori. Ma la cosa che ci deve far pensare di più è che coloro che non sono in pace con la propria coscienza o non credono nel Signore, vedono la fine della propria vita, o la fine del mondo, come una sciagura a cui non c’è rimedio. Tu, invece, lascia perdere i film e prova a immaginare Gesù che viene a invitarti a una festa che non finisce mai.
Ti auguro una domenica piena di gioia di vivere con il Signore nel cuore,
il tuo donS
La sera, dopo l’esame di coscienza, ringrazia il Signore per le cose belle e prega per chi non crede in Lui.