In quel tempo, Gesù, disceso con i Dodici, si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidòne. Ed egli, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva:
«Beati voi, poveri, perché vostro è il regno di Dio. Beati voi, che ora avete fame, perché sarete saziati. Beati voi, che ora piangete, perché riderete. Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti.
Ma guai a voi, ricchi, perché avete già ricevuto la vostra consolazione. Guai a voi, che ora siete sazi, perché avrete fame. Guai a voi, che ora ridete, perché sarete nel dolore e piangerete. Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti».
Carissima Ester,
ho acceso il computer e ho trovato la tua lettera: “perché ci sono ricchi e poveri? Perché Dio non ci fa essere un po’ più ‘uguali’?” Il confronto con le tue amiche “ricche” ti fa star male. Loro hanno “successo” e “si godono la vita”, tu no. Intanto hai avuto coraggio a tirar fuori questo discorso e a dirmi che ne sei coinvolta. Mi fa piacere che almeno non te la prendi con i tuoi genitori (come fanno tanti tuoi coetanei) perché non possono darti ciò che hanno “le altre”. È chiaro che non stai cercando una risposta teorica, ma ne vuoi una che ti faccia star meglio. Non sono sicuro di riuscirci.
Comunque tu sai già che su ciò che riguarda la nostra vita prima o poi dobbiamo rivolgerci a Gesù. Facciamolo subito. Gesù non ha fatto ricco nessuno, anzi ha chiesto ai suoi discepoli di diventare poveri. Non si è preoccupato di risolvere il problema della distribuzione delle ricchezze, ma ha indicato a noi come fare, se vogliamo: chi ha di più deve aiutare chi ha di meno. Punto! Poi Gesù, siccome sa bene che molti non lo ascolteranno, va oltre: “Beati voi poveri… Guai a voi ricchi”. Qui Gesù rivela come la pensa Dio e quello che farà alla fine: chi ha sofferto le ingiustizie in questo mondo sarà felice per sempre; chi si è goduta egoisticamente la vita soffrirà per sempre. Come puoi vedere, nel Regno di Dio si ragiona in un modo completamente diverso da questo mondo: ciò che è disprezzato quaggiù, ha un valore inestimabile lassù, e viceversa. Gesù non fa questo discorso per ‘consolare’ i poveri e i suoi discepoli, ma sta insegnando come stanno effettivamente le cose. Per di più, chi si impegna ad essere cristiano, certamente, prima o poi, in una maniera o nell’altra, sarà perseguitato dai ricchi, dai potenti, da quelli che se la godono, da chi non vuole credere a Gesù. Ma poi Dio interverrà per ‘fare giustizia’. Così il vangelo ci mette di fronte a una scelta: credere a Gesù o ai potenti della terra.
Cara Ester, io non posso consolarti né posso dirti che in futuro anche tu potrai avere quello che le altre hanno. Ora sei di fronte ad una scelta: che tipo di persona vuoi essere? Vuoi continuare a invidiare “le altre”, a inseguire la ricchezza, il successo, le lodi degli altri, che costano poco e durano niente, oppure vuoi cercare la vera felicità, quella che viene dal desiderio attivo di fare del bene a chi ha bisogno e dalla lode che viene da Dio? Io so, e lo sai anche tu, che ci vuole coraggio e un bel po’ di testardaggine per resistere alle mille tentazioni e difficoltà che si incontrano ogni giorno. È una scelta dura e nessuno può farla al posto tuo. Forse può aiutarti sapere che chi non sceglie o sceglie di stare dalla parte dei ricchi e dei potenti, si troverà tra quelli che perseguitano e deridono gli altri; preferiresti essere come loro? Prego per te e per i tuoi amici che si trovano di fronte alla stessa scelta.
Ti auguro una domenica ‘ricca’ di gioia per ciò che hai e puoi offrire agli altri,
il tuo donS
Avvicinati ai compagni più poveri e deboli e aiutali come puoi