In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «A voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro. E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro. Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano. E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi. Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in cambio».
Carissimo Sabino,
l’altro ieri ti ho sentito proprio giù; eri arrabbiato e non sapevi cosa fare: avversari che invece di giocare ti prendono a calci e l’arbitro non se ne accorge e tu non puoi reagire; compagni che a scuola ti prendono in giro perché frequenti “ancora” l’oratorio e tu vorresti mandarli a quel paese; tua sorella che non ti lascia in pace più di 5 minuti e tua madre che ti dice di lasciarla stare… L’elenco è lungo e quando provi a pensarci, spaccheresti qualunque cosa per sfogare la rabbia. Hai ragione! Perfino un giudice ti darebbe tutte le attenuanti.
Poi ti scontri con il vangelo di oggi e non ci capisci più niente: “ama i nemici… porgi l’altra guancia… tratta bene chi ti odia… non condannare… perdona…”.
Non è difficile capire quello che dice Gesù: qui non c’è niente da spiegare. Sono una serie di imperativi molto chiari. Il problema è nel dire sì. L’impressione che hai è quella di trovarti davanti a una parete di sesto grado da scalare a mani nude e dici: “è impossibile”. Dopo un po’ ti viene da lamentarti con Gesù e gli dici: “Ma non è giusto! Lasciami almeno il diritto di arrabbiarmi e di reagire un po’!” Gesù neanche ti risponde e va verso la croce e ti fa capire che se non ci vuoi salire tu, ci sale di nuovo lui. È così. Su queste cose con Gesù non si può proprio ragionare, non cambia neanche una virgola. Ma perché? Perché ci sta insegnando ad essere figli di Dio come lui. Il Padre è misericordioso, perdona, tratta bene i nemici… anche noi dobbiamo fare lo stesso. Come Dio tratta noi, e ci fa piacere, così noi dobbiamo trattare gli altri, e questo ci costa da morire. Gesù l’ha fatto, fino a dare la vita…
“Ma noi siamo uomini… Il sangue non è acqua… Bisogna imparare a difendersi… La migliore difesa è l’attacco…”. Ci sono tanti modi di dire, molto ‘ragionevoli’, che cercano di svuotare le parole di Gesù. Se ci convinciamo che quello che dice Gesù può farlo solo lui, ma noi no, allora siamo autorizzati a lasciarle lì, a metterle nei poster come ideali irraggiungibili, appiccicarle al muro e guardarle ogni tanto, distrattamente. Poi vedi il figlio di Vittorio Bachelet che, durante il funerale, perdona e prega per gli assassini di suo padre (1980), Giovanni Paolo II che perdona e va a trovare in carcere il suo attentatore (1983), i 7 trappisti di Tibhirine che nel testamento spirituale perdonano in anticipo i loro assassini (1996)… e ti rendi conto che le parole di Gesù sono vive e fanno miracoli in chi ci crede. Con la forza che viene dallo Spirito Santo loro sono riusciti a realizzare le parole di Gesù. Perché non possiamo riuscirci anche tu ed io? Perché ci costa troppo? Ma sai il premio che tocca a chi agisce come Gesù? La gioia di essere figli di Dio, come lui, oggi e per sempre!
Ti auguro una domenica di perdono ricevuto e donato,
il tuo donS
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